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Ma alla fine, quanti orgasmi ha una donna?

Secondo le copertine dei giornali femminili, ci sono più tipi di orgasmi che tipi di reggiseni imbottiti . Citando a memoria, c'è il mitico orgasmo da punto g, il nuovissimo orgasmo da punto a (fornice anteriore), l'ancora inesplorato punto u (uretra e squirting annesso), il rumoroso orgasmo cervicale e per tutte quelle che non hanno voglia di impegnarsi, il basilare e facilmente accessibile orgasmo clitorideo.
Ma la scienza invece quanti orgasmi ha individuato?

La comunità scientifica non è ovviamente concorde, a partire dal fatto che non c’è accordo su come definire l’orgasmo, tanto per cominciare. L’autore di “Come as you are”, Nicole Prause e una buona parte dei medici lo definiscono come “improvviso, involontario rilascio di tensione sessuale”. L’unico problema è che la descrizione non da alcun indizio di marcatori fisici. Per il resto della comunità scientifica è infatti basilare avere una risposta fisica per individuare l’orgasmo. In fin dei conti sapere cosa è un orgasmo è la base per determinare da dove origini e dove si manifesti, in modo da dare una risposta alle fanatiche di un orgasmo rispetto all’altro.
orgasm3In questo, tutti danno ragione al vecchio e spesso contestato Sigmund Freud che aveva biforcato l’orgasmo tra vaginale e clitorideo ancora all inizio del secolo scorso. Grazie al femminismo, è largamente condiviso il fatto che la sua teoria ha lasciato per eredità un bagaglio di puttanate psico sessuali dalle quali ci stiamo riprendendo solo oggi, ma persino lui non poteva immaginare l’industria del orgasmo (dai vibratori agli attrezzi sessuali) che i suoi scritti sulla maturità sessuale hanno provocato. se hai i genitali di una donna qualunque, e cioè una vulva, una vagina, un clitoride, una cervice e tutto il resto, secondo alcuni esperti dovresti essere in grado di provare fino a 10 tipi di orgasmi grazie alla stimolazione di parti diverse. ma l’evidenza scientifica ci dice che non è così.
Cominciamo col fatto che la vagina e il clitoride sono talmente connessi da risultare inseparabili. e non lo diciamo noi ma sin dal 1966 Masters and Johnson avevano scartato l’ipotesi di una loro separazione. Questo perchè a livello di strutture anatomiche esse non sono separate. I corpi umani infatti non sono assemblati come tubi idraulici a differenza di quello che si vede in troppi film porno. il clitoride per esempio è un organo che si estende su più piani all interno fino ad avere contatti con l’uretra e i muri vaginali.Ne consegue che una stimolazione di tutte le pareti vaginali porta a una stimolazione del clitoride. Da qui la difficoltà nel definire anatomicamente l’orgasmo clitorideo da quello vaginale.
Come dicono le femministe più pure “un orgasmo è un orgasmo è un orgasmo”. punto.
orgasmQuesto significa che il corpo clitorideo è la sede primaria del orgasmo sia che venga stimolato internamente, esternamente o entrambi. indipendentemente dalla struttura interna del clitoride, la parte esterna è anche essa influenzata dalla penetrazione come mostrano centinaia di manuali sulle posizioni sessuali. tanto che stimolare la pelle sul vestibolo della vagina ha come effetto una dilatazione della parete clitoridea e del tessuto muscolare dell’uretra (il famoso punto u) . E’ la natura interconnessa di questi tessuti a causare i “problemi di ambiguità” nel identificare l’origine del orgasmo. E’ la natura stessa dei genitali a rendere la separazione degli orgasmi impossibile.
Ci dicono Masters and Johnson che l’orgasmo è una serie di contrazioni specifiche che avvengono nello stesso modo, da 8 a 12 , con una frequenza di 0,8 secondi a salire finchè finiscono. Questa definizione fa a pugni con la parte della comunità che lo definisce dal punto soggettivo . Considerando che spesso le donne rivelano di avere episodi di eccitazione senza stimolazione o viceversa è comprensibile come una definizione soggettiva del orgasmo finisca per generare un gran casino e soprattutto nulla dice sulla qualità del orgasmo,che può essere insoddisfacente o debole qualsiasi sia la pratica che lo porta “in superficie”. Un orgasmo non è necessariamente paradisiaco. Ma questo le riviste che invitano a provare stimolazioni di mezz’ora su questa o quella parete vaginale non lo dicono. Meglio sempre promettere “nuovi orizzonti” di piacere. Se hai già trovato il tuo punto giusto e ci rimani, qualsiasi esperienze al di sotto del estasi ti sembrerà un fallimento della parte in questione.
Insomma non ci sono, allo stato dei fatti diversi tipi di orgasmo ma solo modi diversi per indurlo.
Paradossalmente chi prova un orgasmo per stimolazione dei capezzoli ha lo stesso orgasmo di chi lo prova per una stimolazione clitoridea. Poi ci possiamo chiedere, rifacendoci a Freud , come mai la nostra cultura sia così ossessionata nel sezionare l’organo femminile mentre il pene e il suo orgasmo vengono considerati come un pezzo unico. Non c’è niente di sbagliato nel esplorare il proprio corpo con stimolazioni differenti nel tipo e nella zona di applicazione ma l’imperativo culturale che impone alle donne di farlo, ecco quello è un problema. La prossima volta che una persona, un programma tv o una rivista cerca di farti sentire inferiore o incompleta perchè non provi 12 differenti tipi di orgasmo, ricorda a te stessa che per godere ne basta uno, e che loro stanno chiedendoti l’impossibile e pure in modo scientificamente stupido.

 

GioElle

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