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Cane o gatto? Chi sei tu?

Da sempre cane e gatto sono abituati a condividere con noi gran parte della loro vita ma da sempre sono anche considerati due animali contrapposti, o si è dalla parte dell’uno o dell’altro. Ma quali sono effettivamente le diversità tra queste due specie? Cosa li differenzia e cosa li avvicina? È da poco uscito un bellissimo testo dell’etologo Roberto Marchesini "Cane e gatto. Due stili a confronto" (Apeirion, Bologna, 2018) capace di sottolinearne differenze, contraddizioni e coreografie comportamentali. Di questo e molto altro parleremo MECOLEDI’ 31 OTTOBRE alla sede dell’ARCIGAY a Padova – via Giuseppe Garibaldi 41 – ore 16.00 dove l’autore Roberto Marchesini ci parlerà delle differenze tra questi due animali.

 

Ecco io sono una di quelle che dice “per me cane tutta la vita”. Io sono affiliativa, ho bisogno di fare cose insieme, necessito di essere amata anzi –  se possibile – idolatrata allo sfinimento, ho bisogno di gesti ed azioni che mi facciano capire in ogni istante che il centro dell’universo inizia e finisce con me. Io sono una da cane. Ovvio. Perché se poi mi metti vicino una pigra, che ci mette ore ed ore a svegliarsi con infiniti stiracchiamenti, che tra una avventurosa passeggiata nei boschi preferisce la contemplazione di un angolo di mondo io divento pazza. Ma di cosa sto parlano? Di come vorrei fosse la mia morosa o di cani e gatti?

Scusate il gioco ma, spesso, il nostro animale totem può descrivere o meglio chiarire alcune parti di noi e dei nostri desideri che noi stesse per prime scordiamo e ci infiliamo in quelle pericolose relazioni in cui le amiche arrivano adirti “siete come cane e gatto”.

Ma cosa vuol dire essere cane e cosa essere gatto?

Il testo Cane e gatto. Due stili a confrontoè capace di mettere in luce attraverso divertenti aneddoti, supportati da una fondamentale conoscenza etologica, le differenze di specie di questi due animali. È importante capire cosa si vuole: vuoi nella tua vita un qualcuno di travolgente, indiscreto che non ti lasci un istante libera, che vuole fare tutto, ma proprio tutto con te : sei una da cane. Il cane è un’animale che ha bisogno di essere in te e per te, non riesce a pensarsi oltre la relazione, il cane è invadente– chi ha un cane lo sa – non è un caso che dopo un bel bagno nel fango il cane debba per forza venire a scrollarsi al tuo fianco ( e credetemi quando il cane condivide con te il suo sacro fango ti sta dicendo per davvero che ti ama).

Il cane ti aspetta ogni secondo, osserva ogni tuo minimo spostamento, verrebbe con te anche in capo al mondo perché “basta stare assieme”, per questo chi vuole un cane nella sua vita deve chiedersi: ho voglia di farmi stravolgere la vita? Ho voglia che tutto cambi definitivamente. Proprio nel testo l’etologo ci spiega come sarebbe bene creare un “calendario dell’avvento” prima di prendere il cane e quindi un qualcosa che ci aiuti a sperimentare prima quello che poi dovremo declinare nella vita di tutti i giorni con un cane. Il cane è quell’animale che quando stai facendo qualcosa corre a vedere se hai bisogno di aiuto per capire se in qualche modo può essere utile, il cane è colui che per tutta la sua vita ti guarderà chiedendoti “che ruolo ho io nella tua vita?”, “cosa significo per te?”.

Il cane con occhi aperti, sinceri adoranti continuerà sempre a farti sentire “in perdita” nella relazione, inefficace perché mai – noi esseri umani – sapremo dedicarci come lo fanno i cani. E sembrerà impossibile da credere ma questa cosa, così bella e speciale, che ci spinge a definire il cane “il migliore amico dell’uomo”, è inscritta nel corredo genetico della specie ed è quindi stato un elemento che ha permesso al cane di sopravvivere ed evolversi. La socialità nel cane, e quindi il suo modo di concepire il gruppo, è una attenta coreografia in cui ognuno ha ruoli specifici secondo posizionamenti specifici.Ad ogni membro spetta un suo compito giacché non esiste nulla al di fuori del gruppo affiliativo, nulla ha importanza se non lo stare nella relazione del gruppo.

Per questo possiamo essere certi: il cane non ci tradirà mai, non ci manipolerà mai ma con estrema sincerità e naturalezza continuerà ad amarci perché non può per natura fare altrimenti.

Il gatto è tutta un’altra faccenda: l’amore del gatto va conquistato.Il gatto è autonomo. Al gatto non piace cooperare. Ciò non significa che al gatto non piaccia fare ma agisce da solista in un mondo che non è orizzontale ma sempre verticale.Ciò indica che se tu vedi le cose in un modo per il gatto hanno di fatto un’altra prospettiva. Il gatto se si accorge che stai facendo qualcosa se la dà a gambe levate pensando: “speriamo non chieda di fare qualcosa a me”! Ecco perché è molto probabile che il gatto se ne stia tutto il giorno per i fatti suoi e che solo le sera – quando è ben sicuro che non gli venga chiesto nulla – si accomodi al tuo fianco per qualche ronfata e qualche coccola.

L’eleganza intellettiva del gatto è imbattibile, possiede infatti un’intelligenza enigmistica, una raffinatezza incredibile, al contrario del cane è posato, discreto, mai invadente. Animato da una curiosità tale che spesso lo portano a cacciarsi nelle situazioni più impensate trasformandolo in un comico. Quante volte abbiamo riso per i comportamenti buffi dei nostri gatti o per la loro capacità di ficcarsi in situazioni allucinanti con le loro stesse zampe?

Il cane perdonerà ogni tuo tradimento, disattenzione, ogni mancanza all’opposto il gatto ha unghie che sanno riposizionarti molto velocemente nella corretta carreggiata.

Ma allora verrebbe da chiedersi perché il gatto? La relazione con il gatto è molto più complessa e ricca di quanto si creda. La differenza relazionale tra le due specie sta nell’assoluta autonomia del gatto e nella completa dipendenza del cane. Chi ama di più? Che cosa è amore? Chi ti è legato nonostante non abbia bisogno di te – il gatto – o chi – il cane – ti ama perché dipende in tutto e per tutto da te ?

Non v’è alcuna prescrizione al riguardo. Ognuno interpreti amore e relazioni come vuole. Io l’ho detto, sono una da cane. Ma questa riflessione è utile per far capire quanto – in termini differenti – queste specie possano condividere con noi un legame profondissimo ma diversissimo, quanto sia importante e fondamentale conoscerne le differenze per entrare a far parte del loro mondo.

Potremmo dire quindi che se il cane ci rassicurerà ogni volta che torneremo a casa la sera, ci coccolerà con la sua invadenza, ci farà sentire speciali ma sempre e solo con lui in una condizione di simbiosi relazionale, la relazione con il gatto sarà forse più distaccata ma non per questo meno ricca: il gatto ci lascerà essere ciò che siamo non preoccupandosi di riempire i nostri vuoti emotivi, permettendo alla nostra fantasia di librarsi alla ricerca di quegli spazi di libertà che difficilmente un rapporto simbiotico permette. E’ difficile sostenere lo sguardo di un gatto, più semplice quello di un cane. Più morbido il cane, più spigoloso il gatto. Ma tu chi sei, tu cosa vuoi? Spesse volte i nostri animali ci stupiscono proprio perché sanno parlare di noi.

Molte altre sono le cose che scoprirete riguardo queste due differenti dimensioni di relazione leggendo il testo Cane e gatto. Due stili a confronto. Ricordo inoltre che, se volete conoscere l’autore, Roberto Marchesini e ascoltare la sua interessante presentazione vi invito MECOLEDI’ 31 OTTOBRE alla sede dell’ARCIGAY a Padova – via Giuseppe Garibaldi 41 – ore 16.00. Non potete mancare!

 

 

Manuela Macelloni

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