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Il cane: un campione nella relazione.

Per anni studiosi si sono domandati se gli animali fossero in grado di provare emozioni e se sì quali; trovo queste ricerche alquanto stravaganti perché, faccio una domanda a tutte voi: che dubbi ci sono? Basta guardare la gioia del vostro cane quando tornate alla sera dal lavoro, lo sguardo melanconico e manipolatorio di quando uscite senza di lui oppure la rigidità che assume in alcune situazioni che non gli aggradano. Ma ci sono ancora dubbi?
Ma quali sono le emozioni dei nostri cani? Proviamo a scoprirlo insieme…

Eccomi, sono tornata e vorrei questa volta parlarvi di un argomento fondamentale nella relazione con il cane: l’emozione. Alla fine ci potremmo chiedere, mentre guardiamo quell’esserino di pelo sdraiato accanto a noi: perché? Perché mi sono andata ad infilare in un guaio così grosso: anche quando piove vuole uscire, anche se non ho voglia ci devo giocare, un dispendio economico non banale, la responsabilità morale della vita di una altro essere ma allora perché il cane? La risposta a mio avviso sta nelle emozioni: nella capacità che il cane possiede di entrare in diretta connessione con il nostro lato più originario e tragico, con quella debolezza e sensibilità che ci riconsegna oltre le barrire umane e nel senso di cura e protezione che a volte guida l’agire dell’essere umano. Per anni si è tentato di mostrare come gli animali operassero per stimolo-risposta e si è voluto limitare il loro portato emotivo – nella convinzione che l’emozione fosse appunto uno degli elementi che distanziassero l’uomo dal resto della dimensione animale. Studi recenti hanno mostrato (M. Bekoff, La vita emozionale degli animali, Hequihana Editore, Fenegrò, 2014)non solo come il cane ma la maggior parte degli animali – mammiferi in particola modo – provino emozioni; sia quelle definite di base – paura, disgusto, rabbia, gioia, tristezza, sorpresa – ma anche le così dette emozioni sociali quali per esempio la gelosia, l’orgoglio, il rancore, il disprezzo.L’emozione infatti ha avuto un valore enorme nella salvaguardia della specie e nella sua evoluzione, è dunque importante capire come ogni emozione sia funzionale e abbia quindi uno scopo all’interno del sistema della vita (questa osservazione dovrebbe essere utile e consolatoria anche per superare una cuocente delusione d’amore… vorrei capire che valore hanno a livello di sopravvivenza di specie le pene d’amore ma… non è dato sapersi). Ma ciò che mi domando è: erano poi necessari tutti questi studi per evidenziare una cosa che qualunque proprietario potrebbe descrivere del proprio cane? Chi non si è cimentato nel vedere emozioni di noia, di gioia, paura, gelosia ecc. ecc. nel proprio animale? Il cane possiede ogni colore emotivo, anzi vi dirò di più: il cane non solo si percepisce con una forza incredibile me è inoltre alla mercé delle nostre emozioni giacché la sua capacità di assorbire e penetrare i nostri stati d’animo è di gran lunga superiore a quella umana. Come è ben descritto nel libro L’identità del cane di Roberto Marchesini (Apeiron, Bologna, 2017)quello con in cane sarà sempre un rapporto impari, in cui l’umano perderà in partenza, giacché non sarai mai all’altezza di quello che un cane riesce a dare. Questa frase, come viene approfonditamente ed acutamente spiegato nel libro dell’etologo, che, in apparenza, sembra la solita banalità che sentiamo dire quando si tratta di quadrupedi, in realtà rivela una dimensione d’essere propria del cane, inscritta nel corredo genetico dell’animale giacché la socialità – intesa come interpretazione della relazione sociale – nel cane è profondamente differente da quella di un primate. Per il cane non esiste un “io” demarcato così profondamente come nell’essere umano, per il cane esiste sempre e solo un “noi” così forte e potente per cui tutto il resto entra in secondo piano. Questa è la ragione per cui i cani hanno profondamente bisogno di relazione e per cui è stato funzionale nella loro evoluzione riuscire a percepire con una acutezza profonda le emozioni altrui e, non solo a avvertirle, ma soprattutto a farle proprie. Questo ci spiega come e perché noi uomini ci percepiamoprima di ogni altra cosa mentre il cane ci percepiscein maniera diretta immediata e assoluta: perché il cane è sempre “su di noi” ed entra in sintonia con il nostro sentire quasi fosse un sismografo delle emozioni del branco.Una tale caratteristica e peculiarità è proprio legata alla vita che il lupo, la progenie del cane, doveva vivere. Per sopravvivere era infatti necessario che ognuno si prendesse cura dell’altro con uno spirito di abnegazione radicale. Il lupo come d’altronde il cane non agiscono mai per il bene proprio ma per il bene del gruppo affiliativo. Anche quei comportamenti che spesso noi umani fraintendiamo il cane li mette in atto per proteggere il proprio branco e la lettura del cane e del suo stare nella relazione deve partire da questo presupposto fondamentale.Vedrete quindi che molti episodi in cui il cane fatica a stare “alle regole che noi gli diamo”, oppure che lo mettono in difficoltà, partono innanzi tutto dalle emozioni che noi proviamo o da alcune tensioni presenti in casa o fuori casa. Spesse volte sento dire “il mio cane non sopporta quella razza, abbaia a tutti i cani che incontra”: con grande probabilità il cane sente che noi non sopportiamo quella specifica situazione ed agisce di conseguenza. Provate a pensarci: avere un cane è sempre anche un viaggio dentro se stessi. Una delle cose che maggiormente lamentano alcuni proprietari sono i così detti “dispetti” che il cane mette in atto durante le lunghe ore di assenza del proprietario: quelli che noi interpretiamo come dispetti potrebbero essere semplici segnali di disagio del nostro amico a quattro zampe e ciò perché il cane non riesce a pensarsi al di fuori del suo gruppo affiliativo. Al cane non solo non piace stare solo ma non riesce a concepirsi al di là del suo gruppo.Tale consapevolezza dovrebbe indicarci come il cane sia esposto al mondo e come sia nostro dovere preservarlo da un sentire che potrebbe a volte lacerarlo. Il consiglio dell’educatrice in ambito di emozioni è dunque questo: osservate il vostro cane, rispettate i suoi tempi, lasciatevi trasportare nel suo mondo. Guardatene posture, movimenti, cinetica e provate, quanto meno provate, a rintracciare quei segnali rivelatori di emozioni.Fatelo perché lo amate e lo rispettate, fatelo per essere almeno per una minima parte degni delle attenzioni emotive che lui vi riserva. Le sue emozioni saranno in qualche modo rivelatorie anche delle vostre e se dovesse succedere, come per magia, che le vostre emozioni iniziassero a danzare assieme alle sue allora avrete aperto quello scrigno che è la relazione con il cane.Quindi lasciatelo esprimere il vostro quadrupede, non limitatelo, cercate di capirlo prima di giudicarlo. Vi assicuro che lui con voi lo fa. Forse è l’unico essere in grado di farlo. Noi primati non siamo poi così bravi nelle relazioni, e su questo temo dovrete darmi tutte ragione ragazze!

 

A presto e ricordatevi: se avete domande, dubbi, perplessità, voglia di approfondire qualche tema, raccontarmi la vostra storia con il vostro cane scrivete a manuelamacelloni@hotmail.com

 

 

 

Manuela Macelloni

 

One thought on “Il cane: un campione nella relazione.”

  1. Andykaufmantony scrive:

    ripartire per la sua cavalcata🤔🏇 Secondo quanto andava dicendo Lo Monaco🤥ad oggi la Roma avrebbe dovuto già essere in viaggio magari con mezzi più efficaci di un quadrupede equino.! Invece al Galopeira non gli si può nasconde proprio gnente! Oggi ha scoperto chec”è qualcosa che non va🎶 andy kaufman tony

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