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In consultazione il divieto alla fecondazione assistita per le coppie LGBT

Una coppia lesbica ha deciso di rivolgersi al giudice dopo che le è stato negato l'accesso al Servizio per i Trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita al fine di arrivare alla Corte Costituzionale e far dichiarare formalmente incostituzionale il divieto

Negli scorsi mesi abbiamo più volte assistito a come sempre più in Italia siano i Giudici con le loro sentenze ad andare a supplire al vuoto legislativo in materia di Diritti LGBT.

 

Ora un nuovo caso potrebbe portare  all’apertura della fecondazione assistita per le coppie di donne.

 

A Pordenone infatti una coppia lesbica, dopo essersi rivolta all’Azienda Sanitaria della città per richiedere l’accesso al Servizio per i Trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita ed aver ricevuto in risposta un rifiuto, hanno deciso di rivolgersi al giudice in modo da arrivare alla Corte Costituzionale con l’obbiettivo di far dichiarare formalmente incostituzionale il divieto.

 

Maria Paola Costa, giudice di Pordenone, ha accettato la loro richiesta, ritenendola sensata e non infondata. Infatti il divieto sarebbe in contrasto con diversi articoli non solo della Costituzione ma anche della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali (Cedu).

 

L’avvocata Pili, che segue la coppia, ha dichiarato: “Grazie alla decisione del Tribunale di Pordenone la Consulta affronterà per la prima volta la questione della fecondazione assistita alle coppie omosessuali”, aggiungendo poi: “Siamo fiduciosi sull’accoglimento della nostra istanza e sul riconoscimento dell’orientamento secondo il quale negare questa procedura alle coppie omosessuali è una discriminazione inaccettabile”.

 

Non ci resta che seguire come andrà a finire questa nuova battaglia combattuta in un’aula di tribunale, con la speranza che, alla fine, possa servire a concedere nuovi diritti, del tutto legittimi, alla comunità LGBT italiana.

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