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Elogio al coming-out

Siamo alla costante ricerca di noi stesse e, proprio quando prendiamo consapevolezza di chi siamo, ci paralizziamo davanti a una parola: COMING-OUT. Cosa accadrà se dico: "Mamma, papà, sono lesbica!"? Ecco un divertente articolo che potrebbe schiarirvi le idee...buona lettura!

Mercoledì sera. Io e le mie inseparabili amiche di sbornia decidiamo di cenare insieme nella mia umile dimora nel cuore pulsante di Padova. Immaginatevi la scena: Nove lesbiche in una decina di metri quadri. Mi piacerebbe poter dire di aver vivacemente discusso di fisica quantistica sorseggiando dell’ottimo vino passito e fumando la pipa di nonno Bertillo, ma mentirei spudoratamente. S’è invece trattato molto animatamente di un argomento di pari importanza: La figa.
Ora, non so voi, ma per me questo è uno dei pochi argomenti di conversazione capaci di rendere improvvisamente tutti fratelli o tutti nemici giurati. Schieramenti preferenziali tra chi la vuole completamente glabra e chi non disdegna un ciuffetto qua e la’ che neanche l’America vs il Giappone nel 1945.
Sermoni di dimensioni bibliche sull’inestimabile valore contenuto nel piccolo lembo di carne e terminazioni nervose comunemente noto come “Clitoride”, dibattiti talmente accesi che in confronto il pubblico di Maria de Filippi sembra un gregge di belanti agnellini pasquali.
Dopo un paio di bicchieri, propongo un selfie: “Lo metto su instagram, hashtag ‘lesbodram..'” non faccio nemmeno in tempo a finire la frase che esplode un coro di dissensi che gli ultras del Manchester in confronto sono un branco di tredicenni al concerto dei One Direction:
– MA SEI PAZZA!? COME TI VENGONO IN MENTE CERTE COSE? Su Instagram mi segue il cugino della zia della nuora del fratello di nonna Concetta! Sai che figura se venisse a sapere che… Che… Che sono LESBICA!
– Oddio, è vero! – fa’ un’altra – Io ho il mio datore di lavoro!
No, no, non si può fare!
E via di questo passo. Morale della favola: Ho dovuto pubblicare
la foto scrivendoci “#unaserattranquillatradonneassolutamenteeterofelicementesposatequasiconfigli #tutteetero #ilSignoreèilmiopastore
Io sono bisessuale, bisessuale dichiarata. “Ma dichiarata a chi?” A chi? A tutti quanti! Ai miei genitori, al mio capo, al mio cane.
Un giorno, dopo una serie di (s)fortunati eventi, qualcosa mi è scattato dentro; Ero stanca di scambiare i pronomi e di ricordarmi di tenere bassa la voce, non ce la facevo più a mentire alle persone che amo. E così ho semplicemente detto “Mamma… Papà… Rin tin tin…Sono attratta sia dagli uomini che dalle donne, ecco tutto!”
E volete sapere cos’è successo? Niente. Niente bombe atomiche su Nagasaki, niente eruzioni vulcaniche, niente apocalisse e niente resurrezione del profeta con conseguente Giudizio Universale.
Solo normali reazioni umane, nel bene e nel male.
Mia madre s’è incazzata, e di brutto. Mi ha tenuto il broncio, ma poi ha capito.
Il mio capo ha detto”Chi se ne frega”, il cane continua ad aspettare imperterrito il mio ritorno seduto davanti alla porta di casa e mio padre mi ha guardata e mi ha detto “Oh beh… Sapevamo tu fossi strana!”
Ah, tutto qui? Davvero? Ed io che ho passato giornate intere davanti allo specchio a sostenere accesi dibattiti con il mio riflesso, provando svariati tipi di possibili reazioni e preparandomi a trascorrere il resto della mia vita come eremita in una qualche foresta amazzonica!
Se c’è una cosa che ho imparato da tutto questo, è che la gente ti sorprende, sempre. Non puoi mai sapere come reagiranno le persone intorno a te… Finché te ne stai zitto!
Credo sia molto importante essere chiari riguardo a ciò che realmente siamo.
La vita è troppo breve per continuare a rispondere in modo schivo alla domanda “Ma allora, il findanzatino l’hai trovato?”
E diteglielo questo benedetto: “No, nonna, mi piace la figa!” 😉
Silvia Guzzo

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