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Finito l'amore, anche le lesbiche divorziano

Primo "divorzio" di una coppia lesbica a Vicenza che, dopo un anno di convivenza dall'Unione Civile del Maggio 2017, ha deciso di separarsi per incompatibilità di carattere, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.

Dopo la prima ondata di Unioni Civili dall’entrata in vigore della Legge Cirinnà che le regola,  è inevitabile che si affacci anche nell’ambiente LGBT, ed in quello di noi lesbiche in particolare, il temibile evento della separazione e del “divorzio“.

 

Eh già, perchè, nonostante tutte siamo sempre alla ricerca del vero amore e della relazione che duri per sempre, si sa che purtroppo le cose non vanno sempre come vorremmo e la fine di un amore è un evento non cosi raro nella vita di ognuna di noi.

 

Se prima delle Unioni Civili bastava separarsi e al massimo restituirsi i regali fatti reciprocamente, ora le cose sono un po’ più complicate.

 

E’ il caso di una coppia lesbica di Vicenza, formata da due operatrici sanitarie di 35 e di 40 anni, che, dopo una storia d’amore coronata un anno fa a Maggio dall’Unione Civile, nei giorni scorsi ha chiesto formalmente al tribunale di potersi separare.

 

Dopo un anno di convivenza, infatti,  l’incompatibilità di carattere ha costretto loro a prendere questa decisione.

 

L’iter per la richiesta di “divorzio” consiste nel presentare una dichiarazione con la  volontà comune di rompere l’unione civile all’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza e dopo tre mesi comparire in tribunale davanti al giudice che dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta.

 

Essendo una situazione nuova quella dello scioglimento di un’Unione Civile, gli uffici comunali ed i  tribunali si stanno ancora attrezzando.

 

Le due vicentine, seguite dall’avvocato Massimo Pagnin di Vicenza, sono comparse davanti al giudice presidente della seconda sezione, Marina Caparelli. Per quanto riguarda la casa comprata assieme, essa verrà assegnata ad una delle due mentre, per quanto riguarda il mantenimento dei loro animali in merito anche alle eventuali spese veterinarie, dovranno dividersi i costi al 50%. Per quanto riguarda invece il diritto agli alimenti, nessuna delle due ha avanzato al momento alcuna richiesta.

 

E’ chiaro quindi che, oltre ad aver ottenuto il diritto di unirsi civilmente, il popolo LGBT ha anche acquisito quello di potersi dividere quando le cose non funzionano più unitamente a tutti i doveri che ciò comporta, a dimostrazione  che la creazione di una nuova famiglia, di qualunque natura essa sia, non è una scelta da prendere alla leggera.

 

 

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