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La parola lesbica: scenari di dignità

Omofobia, ingiuria, lesbica, discriminazione, educazione: Uomo apostrofa su facebook una 47enne palermitana con la frase :“hai voglia di rompermi i maroni, lesbica del cazzo?Vaffanculo” Il pm ne chiede l'archiviazione, ma per il gip va processato. Capiamone di più...

Secondo il pm non vi era ingiuria nel contenuto, in quanto nessuna valenza offensiva può essere attribuita ai termini “lesbica”o “vaffanculo”. Il gip ha, invece, riconosciuto il contenuto offensivo dell’espressione “lesbica”riferita in modo inopportuno. Scrive il magistrato: “E invero la stessa appare, oltreché indice di cattiva educazione, idonea ad intaccare l’onore e la reputazione della destinataria”.
L’avvocato Marco Carnabuci , difensore della donna ha dichiarato: “Non possiamo ancora dire se dare della lesbica con evidente connotazione negativa a una persona sarà considerato reato, ma il fatto stesso che il Tribunale di Palermo abbia deciso di proseguire un giudizio per verificare l’effettiva ricorrenza del reato è un significativo passo avanti “.
Ad oggi, nonostante le associazioni lgbt affermino che gli episodi di discriminazione siano cresciuti, manca una specifica legge che contrasti l’omofobia.
Appare, altresì,utile questa tendenza giurisprudenziale volta a condannare atteggiamenti e comportamenti lesivi della dignità di ogni persona e delle sue libertà, non ultima quella relativa alla sfera sessuale.
Anche la senatrice Monica Cirinnà si è espressa a commento dell’ordinanza: “Dobbiamo dire basta con forza e senza esitazioni a tutti quei casi di omofobia più o meno velata. In tale ottica, pertanto, pronunciamenti chiari dei Giudici che indichino senza ambiguità la contrarietà alla legge di qualunque aggressione, fisica o verbale, sono elementi importanti per ricostruire una civiltà equa e rispettosa di ogni persona”.
La politica deve capire che le unioni civili non bastano, che bisogna incidere sulla cultura delle persone, lì dove lo scontro si è fatto più aspro e i toni si sono fatti più aggressivi c’è bisogno di una dichiarazione d’intenti dall’impostazione sia politica che educativa.

Sara Zanon

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